Pesca con l’arco [bow fishing]: Come funziona? Quali sono gli attrezzi dedicati?

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pesca con arco

Pescare è un’attività soddisfacente e rilassante, indipendentemente dalla modalità prescelta per la cattura dei pesci. Immaginiamo sempre la pesca sportiva, con canna e mulinelli, oggi però butteremo un’occhio sulla pesca con l’arco. Negli Stati Uniti d’America, dove l’attività è ampiamente praticata, la pesca con l’arco prende il nome di “bow fishing” (traducibile, per l’appunto, in pesca con l’arco). Si tratta di un’attività pienamente legale, per cui non sussistono particolari limitazioni all’esecuzione della pratica.

Pesca con l’arco e normative in Italia

Sul suolo italiano o, per essere puntigliosi, nelle acque italiane è necessario rispettare le norme in vigore, onde evitare di incorrere in sanzioni relative all’esecuzione della pratica.

Prima di entrare nel dettaglio, però, procediamo con una delineazione delle caratteristiche del bow fishing, in modo tale da fornire delucidazioni sull’attività. La pesca con l’arco, come si può intuire dalla sua denominazione, viene praticata con arco e frecce. Altrettanto intuibile è la sua complessità: Il bow fishing garantisce risultati inferiori rispetto a una qualsiasi altra prassi tradizionale, in virtù della necessità, per il pescatore, di vantare notevoli doti “atletiche”.

Pur non richiedendo uno sforzo particolarmente intenso, la pesca con l’arco prevede che il pescatore sia abile nello sfruttare l’attrezzatura in dotazione; e non solo: A lui/lei sarà richiesta una notevole capacità nello “scavalcare” il fenomeno della rifrazione, che comporta maggiori difficoltà nell’individuazione del bersaglio.

Dal punto di vista pratico, l’utilizzo di un arco sulla cui struttura verrà collocata una freccia, quest’ultima attaccata a un mulinello tramite un filo particolare. La pesca potrà avvenire guadando fiumi o mettendosi in piedi sopra una roccia stabile, in modo tale da permettere al pescatore di osservare il fondale.

Una volta individuata la preda, il pescatore dovrà tener conto della suddetta rifrazione. La mira, infatti, andrà presa tenendo conto dell’errata posizione del pesce, differente rispetto a ciò che “suggeriscono” i propri occhi. L’ideale, da questo punto di vista, è mirare al di sotto del bersaglio, così da compensare le problematiche dell’illusione ottica.

Cosa si usa? Arco e mulinello dedicato

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pescatori con arcoDopo aver fornito delucidazioni sulle peculiarità della prassi, esaminiamo le caratteristiche dell’attrezzatura. Il successo di una sessione di pesca è dato indubbiamente dalla combinazione tra un’attrezzatura di qualità e le capacità del pescatore, il quale dovrà dimostrarsi abile nell’individuare le prede e catturarle nonostante le difficoltà. Lo strumento cardine dell’intera procedura è proprio l’arco.

La maggior parte degli archi in commercio, da impiegare per il bow fishing, è priva di mirini appositi. Ciò comporta la necessità, per il pescatore, di vantare una notevole capacità nel calcolare la traiettoria della freccia: L’utente non dovrà fare altro che sfruttare i propri occhi, allenando la vista a effettuare un “calcolo visivo” per il lancio della freccia stessa.

In linea di massima, il pescatore di bow fishing potrà contare su due tipologie diverse di arco: I modelli tradizionali, contraddistinti da una curvatura accentuata, nonché da una lunghezza non indifferente, e i modelli moderni, più semplici da utilizzare durante la pesca.

Non è rara l’esecuzione di lanci mediante l’utilizzo di una balestra, la quale, in sostanza, sfrutta il medesimo principio dell’arco classico: La freccia viene montata sulla struttura di sostegno, posta in tensione e, infine, rilasciata verso il punto prescelto.

E per quanto riguarda i mulinelli? In questo caso, la pesca ad arco può prevedere l’impiego di tre mulinelli differenti: Retriever, spincast e con avvolgimento manuale.

Tra quelli elencati, i mulinelli a mano sono considerati i meno efficaci per tentare di agguantare i pesci, benché tornino utili se combinati con galleggianti per la pesca di specie di grandi dimensioni.

Cosa si può pescare?

Un discorso particolarmente interessante, logicamente, è quello relativo alle specie che il bow fishing permette di pescare.

In linea generale, la preda più comune della pesca con l’arco è la trota. Tuttavia, i pescatori sono soliti andare alla ricerca di qualsiasi specie risulti indicata per l’alimentazione umana, benché sussistano ugualmente dei limiti pratici.

Un esempio è dato dalla carpa. Trattandosi di un pesce di grandi dimensioni, oltre che piuttosto lento, i pescatori prediligono evitarne la pesca.

Tuttavia, vi sono pescatori che non si fanno problemi nel tentare la caccia e la pesca di carpe, dalla specie comune alla cosiddetta carpa testa grossa, senza trascurare la carpa argento o la carpa erbivora.

Particolarmente apprezzato, tra gli altri, il pesce gatto, oltre al pesce spatola e alla platessa. Inoltre, non mancano sessioni di pesca con l’arco per andare a caccia di squali toro.

Infine, tra le prede del bow fishing spicca il luccio alligatore, che non ha nulla a che vedere con il rettile (sono accomunati da somiglianze dal punto di vista della conformazione della dentatura), e l’alligatore del Mississippi (questo un alligatore a tutti gli effetti).

Dove possiamo pescare?

Dopo un lungo excursus su modalità operative, attrezzature e specie oggetto della caccia, veniamo a delineare gli aspetti essenziali relativi alle possibili aree di pesca delle specie elencate.

Partendo dagli Stati Uniti, dove il bow fishing è ampiamente praticato, i pescatori sono generalmente liberi di operare sia in acqua dolce che in acqua salata. La pesca è consentita presso i laghi e lungo i fiumi, nonché al mare.

Il discorso è piuttosto differente per chi desideri pescare sul territorio italiano. Ad oggi, infatti, la pesca con l’arco è consentita in aree apposite in cui si pratichi pesca sportiva, come accade nei laghi attrezzati.

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